Dietro le quinte della prima squadra

Nel calcio, e nello sport in generale, si parla sempre di chi va in campo, i giocatori sono i protagonisti della scena com’è giusto che sia.

Ma dietro ad una società, ad una squadra e al mister, ci sono diverse figure che lavorano in sordina per fare in modo che tutto funzioni alla perfezione. Oggi abbiamo intervistato Franco Monopoli e Enrico Mascia, due dirigenti accompagnatori della prima squadra, che ci hanno raccontato quello che fanno e le impressioni su questa stagione particolare.

Com’è nato il vostro rapporto con il Club?

Franco: Come dirigente ho iniziato tanti anni fa con la VigeJunior, seguivo la squadra di mio figlio, poi sono stato dirigente alla Barona ed infine per il Club Milano. Una curiosità, Andrea Badini è stato il primo mister di mio figlio, quando faceva calcio a 5, circa 16 anni fa

Enrico: Ho iniziato a fare il dirigente 3 anni fa per la categoria allievi al Cimiano, ed è stato amore a prima vista per questo “mestiere”, se così possiamo definirlo. Sono sempre stato affiancato da mister molto competenti, che mi hanno sempre coinvolto tanto.

Come avete vissuto lo stop e la notizia della ripresa?

Franco: Non avere la possibilità di andare al campo e frequentare la squadra è stato molto strano e difficile da vivere, quando ho saputo della ripresa ho pensato subito che finalmente si intravedeva la luce in fondo al tunnel.

Enrico: È stata veramente dura, ho percepito una depressione generale, mia e dei ragazzi, essendo anche team manager della juniores. Ma alla ripresa la proposta di seguire la prima squadra mi ha ridato entusiasmo e motivazione. La classica “botta di vita”.

Che tipo di rapporto si è costruito tra voi dirigenti ed il mister con il suo staff?

Franco: Il rapporto con tutto lo staff è molto cordiale, ognuno ha il suo compito, cercando di svolgerlo al meglio. Con il mister e anche con tutto lo staff, c’è stata fin da subito un’intesa perfetta.

Enrico: Ho un rapporto incredibile con tutto lo staff. Ci siamo confrontati fin dall’inizio per capire quello che poteva essere il mio ruolo e quali erano le aspettative. Devo confessare che mister Scalise ha veramente un grande carisma, riesce a coinvolgerti a 360 gradi in maniera pazzesca, fa sentire tutti parte del progetto, anche le persone che non devono scendere in campo.

Raccontateci cosa vuol dire fare il dirigente e come ci si prepara alle partite

Franco: Durante la settimana mi occupo di tenere i contatti con le squadre avversarie, per organizzare la parte logistica e burocratica che riguarda la partita. Poi la domenica il mio match inizia quando il mister mi consegna la formazione e finisce quando riconsegno i documenti ai ragazzi. In mezzo a queste due fasi ci sono un sacco di altre cose, ma lo scopo principale è fare in modo che tutto si svolga al meglio e senza nessun intoppo. Ormai con Enrico e Andrea, il magazziniere della squadra, c’è una grande intesa.

Enrico: Cerco sempre di essere utile alla causa, in qualsiasi modo. Mi piacerebbe diventare un valore aggiunto per tutto il gruppo. Attualmente mi occupo anche di alcuni aspetti che riguardano i protocolli dei tamponi anti-covid, che hanno cadenza settimanale. Con Franco c’è un confronto quotidiano, ci diamo una mano su tutto, cercando di essere sempre proattivi per tutto il team. L’obiettivo principale è che la squadra debba pensare solo al campo, mentre noi ci occupiamo di tutto il resto.

Un commento su questa stagione particolare e corta

Franco: Con una stagione così corta dobbiamo fare di tutto per non sbagliare niente, non possiamo lasciare nulla al caso, bisogna lavorare tutti insieme per farci trovare sempre pronti.

Enrico: Questo mini torneo è tanto crudele quanto affascinante, da qui alla fine può succedere di tutto. Abbiamo qualche “peccato di gioventù, l’età media è abbastanza bassa, ma siamo una bella squadra, fatta di ragazzi davvero fantastici, che dal mio punto di vista può avere un bel futuro.

 

 

 

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