MISTER MORTARELLI: PREPARO I MIEI RAGAZZI PER IL PROSSIMO SALTO DI CATEGORIA

Buongiorno Mister, è ormai iniziato il campionato primaverile: come sta la tua squadra?

Buongiorno a tutti. Posso tranquillamente affermare che piano piano stiamo crescendo, dentro e fuori dal campo. Durante la stagione abbiamo apportato alcune modifiche nei ruoli e abbiamo adottato situazioni tattiche nuove, che, all’inizio, hanno creato qualche piccolo problema di adattamento, ma che stiamo assimilando e superando. La dimostrazione è stata l’ultimo weekend, dove abbiamo disputato due ottime prove (specialmente nel test match di domenica contro il Pontisola).

Facciamo un passo indietro: il girone invernale è stato stimolante e impegnativo, come valuti il vostro operato?

Direi discreto, teniamo conto che, meritatamente (visto la grande annata precedente con mister Bove) eravamo inseriti nel girone più forte della categoria. E’ vero che la classifica non bisogna mai guardarla per queste annate, ma se bisogna fare dei bilanci, dobbiamo tenerne conto, ed arrivare nelle prime posizioni è stato un ottimo risultato. Sono sincero quando dico che in tutte le partite disputate, abbiamo sempre giocato alla pari con tutti. Anche nei parecchi test match disputati di domenica, giocando spesso anche ad “undici”, (noi giochiamo a 9) abbiamo sempre fatto grandi prestazioni, perfino con team professionistici (vedi con Torino e Samp “pari età” ad Orbassano).

In quale match ti hanno impressionato di più i tuoi ragazzi?

Visto il blasone degli avversari direi con il Milan in campionato. Il risultato è ingannevole, visto che fino a metà terzo tempo eravamo ancora 0-0, ma risultato a parte, è stata proprio la prova che abbiamo  fornito che mi ha soddisfatto. Siamo sempre stati capaci di reggere il ritmo altissimo di una squadra veramente forte, gestendo le varie situazioni con un’organizzazione di squadra pregevole, sia in fase di non possesso che di possesso palla.

Quale partita invece vorresti poter rigiocare?

Direi quelle con Accademia Inter e Pro Sesto. Permettimi una battuta: peccato non aver battuto una “big”, ma va bene così. Possiamo dire che l’ultimo anno di esordienti è la somma e il risultato di anni di inserimenti e di un lavoro che parte dal primo anno di pulcini. Per noi, gruppo 2006, che esistiamo da un anno e mezzo praticamente, e che eravamo ovviamente sprovvisti di questo iter di crescita, battere una delle società storiche di Milano sarebbe stato un grandissimo risultato. Ci siamo andati vicini,soprattutto con l’Accademia Inter, ma la stagione è lunga e le occasioni non mancheranno.

Parliamo di te: da quanti anni alleni?

Cinque anni con questo

Cosa ci dici della tua carriera da calciatore?

Niente di particolare: sono arrivato fino alla prima categoria, qualche campionato vinto, anche una retrocessione, gioie e dolori tipici nelle annate di un atleta. Ho cambiato pochissime società, perché sono ancora fermamente convinto che la stabilità, anche nel calcio, è fondamentale per crescere e vivere sereni.

Da dove nasce questa passione per allenare?

L’ho sempre avuta, mi è sempre piaciuto, perché penso che un calciatore può sicuramente incidere sulle vittorie e sulle sconfitte di una squadra, ma l’allenatore ha le maggiori responsabilità nella crescita e nella decrescita di un collettivo. La possibilità di gestire, decidere, organizzare un gruppo di teste, personalità, caratteristiche tecniche differenti mi entusiasma, lo ritengo un compito delicato e molto complesso, dalla scuola calcio alla serie A. Dal nostro lavoro dipendono il futuro calcistico e non solo, soprattutto quello nella vita quotidiana, di decine di ragazzi.

Perché hai deciso di sposare il progetto del Club?

Perché è un progetto solido e fidato, del quale conosco la metodologia efficace. Allenando da pochi anni necessito ancora di una base tecnica sul quale programmare la mia “carriera” futura, e come accennato prima, la stabilità è fondamentale. Lavorando in un team organizzato e coeso che conosco, sicuramente posso rendere di più anche io.

Quali sono i tuoi obiettivi da qui a fine stagione?

L’obiettivo che ho sin da inizio stagione, è quello di preparare i ragazzi al cambiamento sportivo che vivranno dal prossimo settembre, quando passeranno all’agonistica. Un altro modo di interpretare il calcio, con ritmi, attività e situazioni diverse da quanto hanno fatto fino ad oggi. 

Sogno nel cassetto per quando sarai grande?

Migliorare le mie conoscenze, le mie esperienze, nel bene e nel male, assimilare in continuazione nuove idee, studiare ed imparare sempre di più soprattutto dai miei colleghi più esperti e capaci. Poi fra qualche anno tireremo le somme……

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