SUPERWOMAN VERZA: SHOPPING O CALCIO? SCELGO LE EMOZIONI DEI RAGAZZI…

Più che “man of the Club”, oggi sarebbe più corretto parlare di una “WOMAN” of the club…Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta di chi fa davvero vivere la nostra società con grande dedizione e intraprendenza. Negli anni 80-90, le figure femminili vicine al mondo del calcio erano quasi assenti e la sfera del football era per loro, quasi top secret. Oggi invece, sono sempre più le donne che si prestano molto volentieri e con successo a fare da dirigenti, portando entusiasmo e passione all’interno delle società.

E’ il caso di Simona Verza, mamma-dirigente tutto fare che svolge questo compito con volontà, ma andiamo a conoscerla meglio…

Ciao, sono Simona ho 46 anni e sono da sempre innamorata dello sport, specialmente quello di squadra. Dall’eta’ di 6 anni ai 30 passati ho dedicato la mia vita alla pallacanestro. Sono arrivata a giocare in serie C. Poi sia per il mio trasferimento all’estero per lavoro e per l’arrivo del primo figlio ho deciso smettere, ma ancora oggi dopo tanti anni passati sento la malinconia dello “spogliatoio” e delle mie compagne di mille avventure. Poi grazie ai miei figli mi sono avvicinata al mondo del calcio… perche’ di basket non ne hanno proprio voluto sapere. Ah Ah!!!

Prima di tutto come ti trovi al Club Milano? Domanda scontata, ma fino ad un certo punto, visto che tu hai vissuto parecchi cambiamenti…e conosci bene l’ambiente.

Al Club Milano mi trovo molto bene, ma soprattutto mi sento a casa! Sono circondata da persone di alto valore tecnico come Roberto Lorusso e il suo staff di allenatori, e da moltissime altre persone che hanno la mia stessa passione per lo sport e per i ragazzi e che stanno cercando di costruire qualcosa di grande giorno dopo giorno. Qui si lavora in Team ed ognuno ha un ruolo importantissimo, sia chi lavora come tecnico sul campo, sia chi organizza il magazzino e la lavanderia, la segreteria, chi organizza i tornei, il bar, noi dirigenti, ma soprattutto una proprieta’ sempre presente ed attenta alle esigenze del Club. Sono certa che questa societa’ diventera’ una delle piu’ importanti di Milano nel breve periodo.

Simona, come fai a lavorare, essere mamma, moglie e dirigente? Hai dei superpoteri, oppure cosa???

Ah Ah! Nessun super potere, ma chi mi conosce bene sa che la cosa che mi da piu’ soddisfazione nella vita e’ rendermi utile, poter essere di aiuto specialmente ai ragazzi. Basta solo sapersi organizzare e tanta buona volonta.

Da quanti anni ti dedichi a questo lavoro? Quando hai iniziato a seguire la tua prima squadra?

Ufficialmente lo faccio da circa 4 anni. Ho cominciato quando un allenatore a me molto caro aveva bisogno di aiuto nello spogliatoio con la categoria dei pulcini, e da “per una sola volta” e’ diventato “per sempre”. Stare in campo con i ragazzi e‘ bellissimo, vivere le loro emozioni appaga di tutti gli sforzi che essere dirigente comporta.

Spiegaci in poche parole in cosa consiste il tuo ruolo? Cosa fai quando arrivi al campo prima della partita?

Il ruolo del dirigente ha due aspetti, il primo e’ quello di fare da tramite tra la societa’ e le famiglie. Questa parte e’ piu’ di comunicazione e organizzazione, molte volte la piu’ difficile. Bisogna essere pazienti, comunicativi e disponibili. Il secondo aspetto e’ quello di aiutare il Mister nella gestione degli impegni e del materiale e di essere a disposizione dei ragazzi. Quando arrivo al campo prima della partita ho gia’ fatto una serie di attivita’ come fare le convocazioni, la distinta online, organizzare i cartellini dei ragazzi, ed essermi accertata con il magazzino quale divisa indossare, ricordarsi palloni, borsa medica, borracce e coperta nella stagione invernale. Un volta al campo sistemare i ragazzi nello spogliatoio, fargli trovare le divise pronte quando rientrano dal riscaldamento, borracce sempre piene d’acqua. Tenere nota del minutaggio dei ragazzi, sostituzioni, marcatori, ammonizioni … e scattare di corsa in soccorso dei ragazzi con acqua e ghiaccio nel caso sia necessario.  Al termine della partita raccogliere le divise da lavare e il materiale, controllare che i ragazzi non abbiano lasciato nulla nello spogliatoio.

Gli equilibri in una squadra sono fondamentali. Dove finisce il tuo ruolo di mamma e dove inizia quello da dirigente all’interno dei tuoi 2004?

A questa eta’ i ragazzi sono nel pieno dell’adolescenza, un fase non certo semplice, quindi bisogna essere sempre presenti ma sempre discreti. Devono riuscire a fidarsi di te e ad aprirsi piano piano. Bisogna saperli ascoltare, coccolare e a volte anche sgridare. Una volta conquistata la loro fiducia diventi una di loro. Devo dire che i 2004 sono un bel gruppo di ragazzi, tutti molto educati, rispettosi e anche molto divertenti. E’ davvero bello stare con loro e condividere tutti i loro stati d’animo.

Uno dei due tuoi figli ha avuto il privilegio e il merito di essere approdato all’Inter dopo aver fatto un anno al Club. Oltre alla soddisfazione personale, cosa consigli a tutti i giovani giocatori per continuare ad inseguire i loro sogni?

Nella vita non bisogna mai smettere di inseguire i propri sogni, ma e’ fondamentale capire che nulla viene regalato, ogni cosa e’ frutto di enormi sacrifici. Bisogna sempre continuare ad allenarsi con costanza e dedizione, bisogna affidarsi a tecnici preparati che siano in grado di insegnarti ad affrontare la vita dentro e fuori dal campo. Un grandissimo allenatore Alberto Rufo ha insegnato a mio figlio ad avere “l’atteggiamento giusto” in campo, la testa a volte e’ piu’ importante dei piedi. Non si molla mai, la partita finisce quando l’arbitro fischia. Quando cadi ti rialzi, non bisogna lamentarsi, bisogna continuare a correre perche’ la squadra ha bisogno di te. La cosa fondamentale che ogni ragazzo deve ricordare e’ che lo sport deve essere divertimento!! E qui al Club Milano si lavora tantissimo e ci si diverte!!!

Adesso devi essere sincera: tuo marito non si lamenta mai della tua dedizione nei confronti del Club?

Mio marito mi appoggia totalmente, anche se a volte gli piacerebbe che avessi piu’ tempo per diventare una brava cuoca!!!

Consiglieresti ad altre mamme di avvicinarsi a questo mondo? Quali pregi e caratteristiche bisogna avere per mettersi in gioco?

Assolutamente si! Anche perche’ noi donne in panchina non abbiamo la presunzione di volerci sostituire al mister dando consigli di carattere tecnico, ma abbiamo sempre un occhio di riguardo verso i ragazzi da mamme e siamo molto piu’ attente ad alcuni dettagli di ordine organizzativo. Per fare le dirigenti bisogna amare stare tra i ragazzi all’aria aperta, avere tanta buona volonta’, pazienza, e voglia di mettersi in gioco. Se mi chiedi cosa mi appaga di piu’ tra lo shopping e le partite di calcio, ti rispondo andare tutta la vita a vedere i miei figli fare sport.

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